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Azimut e BJCEM per progetto “IL FUTURO SI RIPETERÁ?”

IL FUTURO SI RIPETERÁ?
Mostra a cura di Alessandra Morra
OPENING 20 MARZO, ORE 18:30
SPAZIO ESPOSITIVO P. EMANUELE FILIBERTO 11/A, TORINO

Nel 2017 l’Associazione Culturale Azimut e l’Associazione internazionale BJCEM, Biennale des jeunes créateurs de l’Europe et de la Méditerranée, anche grazie all’impegno della Presidente Emerita BJCEM Krista Mikkola, iniziano una collaborazione per la costruzione di un tavolo culturale in cui coinvolgere più soggetti della filiera artistica, attraverso lo sviluppo di progetti comuni. L’ormai ventennale esperienza di Azimut sul territorio piemontese e nazionale e la formazione internazionale di BJCEM, sono le caratteristiche messe in campo a servizio degli artisti e del loro numeroso pubblico.

La mostra organizzata dall’Associazione Culturale Azimut, a cura di Alessandra Morra, che si terrà il 20 marzo 2018, ha per titolo l’interrogativo che l’artista sudafricana Marlene Dumas ha usato come risposta alla domanda: “Quale sarà il futuro dell’arte?”. La provocazione insita in questa risposta è l’emblema di tutte le considerazioni, riflessioni, confronti e visioni che Nicolas Vamvouklis (artista greco che ha partecipato alla 18° Biennale dei giovani artisti dell’Europa e del Mediterraneo a Tirana e Durazzo) e Federica De Leonardo (vincitrice del premio della giuria di qualità di IoEspongo XVIII) hanno affrontato e prodotto durante i quattro giorni di residenza torinese.

I lavori esposti non hanno la pretesa di fornire una reale proiezione della cultura del futuro, ma quello di sensibilizzare il pubblico alla possibilità e alla probabilità del domani, fornendo una visione dinamica del presente, che va a scontrarsi con la quotidiana distorsione temporale che ci istruisce e focalizza sul passato e che bruscamente si arresta al presente.

Il progetto Open, con la sua prima mostra Il futuro si ripeterà?, ha come obiettivo quello di aumentare il raggio di collaborazioni con nuovi spazi espositivi internazionali, portando le mostre nate all’ interno del progetto, in giro per l’ Europa. La formula della residenza permette agli artisti coinvolti di avere un rapporto diretto con la realtà di cui indagano il futuro mettendola in rapporto con quella di altre città.
Attraverso la collaborazione con musei, fondazioni, gallerie, scuole d’arte, associazioni, spazi e istituzioni culturali, si fornisce un panorama completo e dinamico della vita culturale del territorio, necessario per immaginarne gli sviluppi.
Nella società definita “liquida” da Zygmunt Bauman, anche la filiera culturale ha cambiato i propri confini e i consueti dinamismi, cercando sempre più di essere visibile a tutti, aprendo le porte a collaborazioni, scambi, integrazioni, influenze e tendenze, abbandonando cosi lo status di fortezza a favore di una veste più vicina al nuovo
pubblico e alle sue richieste.
Il dominio delle nuove tecnologie ha inoltre costretto e permesso la creazione di un vero e proprio sistema cultura nel quale il singolo è invitato a partecipare non più in modo passivo, ma ad esserne il vero protagonista. Dalla nascita del progetto, il suo sostegno, la condivisione e divulgazione, la critica, il confronto con altre realtà, alla sua fine.
Nello scenario appena definito, le due grandi fazioni di apocalittici e integrati troveranno un fertile terreno su cui darsi battaglia a suon di ipotesi distopiche e utopiche, nel tentativo di guardare insieme il grande disegno del futuro dell’arte.

Alessandra Morra

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